Sicuramente molti possessori di iMac rimarranno sconcertati da quanto chiedono in un Apple Store per cambiare il vostro hard disk rotto, o per fare un "upgrade" o per montare un SSD.

In realtà montano prodotti originali marchiati Apple, nel rispetto delle direttive severe a cui gli Apple Store devono attenersi.

Bisogna prestare molta attenzione a quanto sto per dirvi:

Se state cambiano un hdd Seagate per un Western Digital, ad esempio, vi ritroverete con l’amara sorpresa che il connettore del sensore termico non entra nel vostro nuovo hdd. Se invece avete optato per uno della stessa marca del vostro iMac potrebbe darsi che, anche se il connettore termico entra, non funzioni, e cioè vi ritroverete con le ventole al massimo…

Le case produttrici forniscono gli hdd ad Apple con una versione del firmware unica ed introvabile. Il controller delle ventole senza una versione firmware adatta non riesce a leggere la temperatura dal sensore termico dell’hard disk e, per una questione di sicurezza, manda le ventole al massimo.

Non è certo un’esperienza esaltante… Ma non preoccupatevi! C’è rimedio a tutto, basta cortocircuitarlo, o usando un termine meno "brutale" fare "ponte".

Oppure, se masticate un po di tedesco e siete amanti come me del fai da te (scusate il gioco di parole, ma non ho resistito 🙂 )

Nello specifico vediamo come si procede:

Procuratevi una ventosa qualsiasi (meglio 2) da applicare all’ altezza della webcam, e con mano ferma e decisa rimuovete il cristallo anteriore che va "aperto a libro" come in foto:

Da notare che il vetro è abbastanza flessibile, se state usando una sola ventosa è meglio aiutarsi con una mano, non appena è disponibile lo spazio necessario, da inserire nel pertugio e accompagnare il distaccamento del vetro.

Fatto questo, rimuovete le viti torx T10 che tengono fissato il pannello LCD ed apritelo come il vetro, cioè a libro.

Nel togliere il pannello prestate attenzione ai vari cablaggi (sono ben 3).

Ora avete accesso al vostro iMac e quindi all’oggetto in questione: l’hdd.

Se siete arrivati a questo punto, lo smontaggio vien da se: scollegate il sensore di temperatura e togliete i cavi di alimentazione e dati. A questo punto rimuovete le 2 viti che lo fissano. Se riuscite a recuperare anche la "spugna termica" tanto di guadagnato.

Veniamo ora alla soluzione più casereccia, che è anche il succo di questa guida:

Il cavetto del sensore termico va cortocircuitato;

procuratevi quindi uno spezzone di filo di un paio di cm, spellatelo da ambo le parti e infilatelo nel connettore in modo da unire i 2 fili originali. Per assicurare il tutto applicate del nastro isolante.

Fatto questo individuate il sensore temperatura del vostro superdrive e appiccicatelo al vostro nuovo hdd, questo va fatto se volete monitorare la temperatura e regolare i giri delle ventole manualmente con il programma istat Apple – Downloads – Dashboard Widgets – iStat Pro

Saluti!

Con la guida che vi state accingendo a leggere, spiegheremo come assemblarsi, in completa autonomia, quindi senza l’aiuto di personale specializzato, un PC di “nuova generazione” e come sfruttarlo al meglio fruendo anche del -controller Raid- su porte SATA che la stessa schedamadre mette a dispone.

Sicuramente qualcuno penserà.. “sii.. ma quanto costa?” Presto detto: meno di 280€ comprensivi di spese di spedizione.
**Esclusa la licenza del sistema operativo**
Il PC è stato acquistato interamente on-line
Premetto che la guida sarà un pò lunga, perchè oltre a descrivere step-by-step il tutto, arricheremo il tutorial con delle fotografie e non trascureremo i dettagli.

Il PC che si è deciso di assemblare, è una macchina semplice, dal ridotto costo a dalle prestazione discrete/buone, sicuramente adatto alla maggior parte dell’utenza casalinga o da ufficio. Diciamo che ne può esser solamente scongliato l’uso per il “gaming” per il CAD, e per tutte quelle attività che richiedono alti livelli di risorse hardware, come può esserlo una intesa attività di grafica o di “rendering video” …anche se, all’occorenza, questi carichi gravosi sono comunque ben supportati dalla macchina. Certo dev’esser una situazione sporadica, e non attività all’ordine del giorno.

La nostra scelta è caduta su una piattaforma AMD che a oggi risulta, anche se di poco, a livello di costi più vantaggiosa di una equivalente INTEL

A livello di CPU si è optato per un modello AMD Athlon II X3 455 (Processore a 3 core) come motherboard, si è deciso di comprare il modello 880GMH/U3S3 di casa “ASRock”
Per i dettagli specifici si rimanda al sito ufficiale, ma possiamo già descrivervi le caratteristiche principali. Supporto di CPU fino 8 core (per i meno avvezzi, 8 processori in uno) Ram di tipologia DDR3 con supporto dual-channel, 2 porte SATA-III e ben 5 porte SATA-II quest’ultime dotate di controller Raid, scheda video incorporata con supporto dual-monitor con tre diverse connessioni sul pannello I/O comprensa quella dotata di Alta Definizione! nel dettaglio: VGA-DVI-HDMI

Nel pannello I/O inoltre troviamo, 4 porte USB 2.0, 2 porte USB 3.0, una porta eSATA-II, una connessione di rete RJ45 con supporto per rete GigaBit, oltre al ricco pannello audio dotato di porta S/PDIF, e connettore per tastiera.

Sparisce il connettore “verde tondo” per il mouse, quindi siamo obbligati a possedere un mouse USB, o in alternativa un adattatore.

Una cosa curiosa è la funzionalità di uno dei due led cui è dotata la porta ethernet RJ45: il colore del led cambia a seconda se il cavo di rete collegato lavora a una velocità di 1Gb/s oppure a 100Mb/s

All’interno della scheda madre troviamo altre connessoni utili, tra cui una connessione audio per un pannello frontale, anch’esso supportato dall’alta definizione, e ben 3 porte USB, capaci di ospitare altrettante periferiche, o se preferite potete aggiungere a quelle già presenti sul pannello I/O, altre 6 porte USB !! Ricordo che ogni porta è in grado di alimentare due distinte porte USB.
Ovviamente non manca una PCI Express 2.0 x16 nel caso non vi riteniate soddisfatti del chip grafico incorporato, una PCI Expres 2.0 x1 e ben due Slot PCI “di vecchia generazione” per retrocompatibilità con molte periferiche ad oggi ancora in suo.

Il PCB e solo il PCB, della motherboard intoltre, contempla un connettore LPT1 (per vecchie stampanti su porta parallela) e una per connettore Floppy: ma NON SONO presenti !! Vi è invece connessione per porta seriale di tipo COM -opzionale-

Mi sembra di aver detto già tanto, ora prima di iniziare mi va di dirvi perchè si è scelta questa scheda e non un’altra. Abbiamo scelto questo modello, perchè la stessa ASRock sul sito ufficiale disponde dei driver sia per XP a 32 o 64 bit, si per il nuovo nato di casa Microsoft -Seven- e in questo periodo di “transizione” male non fa.

Abbiamo detto che installaremo il sistema in modalità RAID MIRRORING (RAID 1) questo per scongiurare l’eventuale perdita di dati.
Il sistema operativo installato è XP nella versione Professional a 32bit.
Come ben sappiamo per poter eseguire una installazione su controller RAID con XP vi è da fornire i driver in fase di installazione, e in quel momento bisogna caricare i driver tramite supporto Floppy.
Siccome sappiamo che NON è possibile collegarne uno direttamente alla motherboard ne abbiamo utilizzato uno esterno di tipo USB
Eccovi qui tutto il materiale acquistato e adoperato per creare il nostro nuovo PC.

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Visione dall’alto dell’intera scheda madre:

Dettagli Slot dedicati alle Ram, ci viene detto in che ordine installare i moduli per fruire del dual-channel. Prima gli Slot bianchi, poi quelli blu.

Dettaglio del socket, ovvero dove inseriremo la CPU

Dettaglio del pannello posteriore I/O:

CD dei driver e delle utilità, più mascherina I/O

Vista posteriore del Case:

Interno del Case (già dotato di alimentatore da 500W) :

Vista interna delle connessioni USB già presenti sul frontale del Case:

Frontale del Case (come acquistato):

Dopo questa doverosa panoramica, iniziamo !!!
Perfetto, la prima cosa da fare, avendo ancora la schedamadre comoda sul tavolo, consiglio di inserire la CPU. Come operazione iniziale, andiamo a “sbloccare” tramite levetta di ritenzione, il socket, semplicemente alzandola come da immagine:

..ora apriamo con attenzione la confezione della CPU, togliamo la gommina a protezione dei PIN
**Attenzione NON toccarli e non piegarli per nessuna ragione!**

.. leggiamo SEMPRE le istruzioni allegate. Queste ci danno informazioni utili su come maneggiare, e come alloggiare nel socket la CPU

..finalmente siamo pronti a inserire la CPU nel socket: normalmente vi è un triangolino color oro, in un angolo del socket stesso, per indicarne il corretto posizionamento.. ma siccome avrete letto con attenzione le istruzioni non potrete sbagliare!

Sicuri di averla inserita correttamente, per fissarla è sufficiente tirare verso il basso la levetta precedentemente alzata.

..ed ecco la CPU correttamente alloggiata nel su socket !!

Per fugare ogni dubbio, sul bordo, vi è anche un’iconcina che ci mostra quando la CPU è bloccata e quando no. Lucchetto aperto/chiuso

Ora è il momento di metter sopra il Processore, il suo dissipatore di calore.
Le ventole con le quali sono equipaggiati possono esser a 3 contatti (velocità ventola costante) oppure a 4 contatti denominate “silenzione” perchè variano la loro velocità a seconda del calore percepito. Siccome disponiamo di quest’ultimo modello, e soprattutto la nostra schedamadre lo supporta, utilizziamo questo connessione

Prima di procedere però, mi sento di consigliare una accurata pulizia della parte superiore della CPU, mediante un panno inumidito con alcol. Cosi saremo sicuri che le parti di contatto tra CPU e dissipatore saranno assenti da sporcizia/polveri

Come mostra la prossima immagine, il dissipatore dispone già di materile termico, quindi è assolutamente pronto all’installazione.
ATTENZIONE: se un domani per un qualsiasi motivo, si rendesse necessaria la rimozione del dissiaptore, bisognerà pulire con attenzione entrambe le parti di contatto, e spalmare uniformemente un leggero velo di nuova pasta termoconduttiva!

Installiamo (come da istruzioni) il dissipatore sopra la CPU

Infine blocchiamola con la sua levetta di ritenzione.

…ecco fatto !

Ora invece vi è da connettere la ventolina, una volta consultato il manuale della schedamadre, e individuato:

.. lo colleghiamo

anche questa è fatta.

Adesso pirma di inserire la schedmadre all’interno del case ci rimangono sicuramente due cose da fare: inserire la Ram, e installare la mascherina del pannello I/O

Una volta riletto come installarle

…andiamo a rimuovere l’adesivo

Assicuriamoci di aver aperto i blocchetti di ritenzione dei moduli RAM

quindi installiamo

..e fissiamo in modo deciso, fino a sentire “clak” e la chiusura dei bloccaggi laterali

Ecco i nostri due moduli (da 2GB l’uno) inseriti. Le Ram come vede sono provviste di dissipatori passivi, e sono delle CORSAIR: direi che il nome dice tutto!

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ora finalmente possiamo incastrare, semplicemente a pressione la mascherina I/O in dotazione alla scheda madre.

Ora possiamo dedicarci all’inserimento nel Case della motrherboard, prima cosa, assicurarsi di avere distanziali e viti !

Ora installiamo i distanziali color oro e di forma esagonale, indicati dalle frecce nel Case:

Non vi basterà stringele a mano, quindi aiutatevi con una piccola chiave inglese

Oppure, se come nel mio caso disponete di chiave adatta, usate quella.

Una volta fatto questo potete finalmente appoggiare la schedamadre sui distanziali e fissarla. Personalmente uso uno attrezzo molto utilee che mi facilita il tutto per “imboccare” le viti

Ed ecco qua, la motherboard fissata nel suo nuovo Case

Ora si distinguono molto bene le porte SATAIII e SATAII citate a inizio guida, le prime in bianco le seconde in blu

.. e anche i 3 connettori USB

Ecco come si presenta ora il retro del Case

Finalmente possiamo dedicarci all’installazione delle periferiche. Incominciamo
dall’unità ottica. Il Masterizzatore di tipo PATA lo installeremo nell’unico controller EIDE disponibile, ed essendo la sola periferica sul canale, la settiamo come “Master”

Ora andiamo a rimuovere la mascherina originale del Case (per me inutile) e inseraimo nella suo allogiamento il Masterizzatore

Fissiamolo con almeno due viti per lato.

Ora possiamo dedicarci al lettore di card-reader, che lo andremo a metter dove un tempo avremmo messo il lettore floppy

Anche per questo caso, prima di procedere, rimuoviamo la plastica di copertura

Una volta inserita e fissata con le sue viti, ecco come si presenta il fronte del Case

Le 4 porte USb che avete appena visto, e il lettore di Card-Reader sono collegati su connettori USBvisti in precedenza. Ecco i connettori collegati alla motherboard

A completezza d’informazione visto che a inizio tutorial dicevamo che il PCB presupponeva anche la presenza di connettore LPT1 e FLOPPY ecco qua.. come vedete i connettori NON sono però presenti.

I dischi utilizzati per questo sitema sono dei WD da 75oGB l’uno, con connessione SATAII
Queta tecnologia è stata scelta a discapito del SATAIII per due motivi.
1_Nell’uso quotidiano la differenza tra i due standard è praticamente nullo.
2_Il controller della scheda madre che gestisce il RAID lavora solo sulle porte SATAII e non su quelle SATAIII
La scheda madre inoltre forniva già due cavi SATAIII, perfetamente retrocompatibili con i dischi SATAII, e quindi non abbiamo dovuto spendere un solo cent per l’acquisto di altri cavi !!

NB: Si ricorda che nel caso si necessiti di capacità d’archiviazione uguale o superiore ai 2 TB (TeraByte), è vivamente consigliato l’utilizzo di sistemi a 64 bit per non incorrere in varie problematiche di riconoscimento perifierica/spazio disponibile.
Si cogli eoccasione per ricordare che vi è una limitazione sui sistemi a 32bit anche quanto concerne la Ram. Se avete necessità di utilizzare 4GB di Ram o più, è indispensabile installare un sistema a 64 bit !!!

 

Ecco i dischi (2 identici) che installaremo nel nostro sistema:

Particolare della connessione SATA su disco, e del connettore di alimentazione

I due dischi fissi, per precisa volontà sono stati installati ben distanziati l’uno con l’altro, questo per evitare un surriscaldamento degli stessi, anche se, tale linea di dischi fissi, prometto una temperatura d’esercizio veramente bassa.

Ecco il nostro PC praticamente ultimato….

…mancava solo il cavo IDE per il masterizzatore

Bene, ora non resta che collegare il cavetto di accensione, quello dello speaker, quello del reset, e in ultimo quello del Led frontale che ci mostra quando i dischi “stanno lavorando”.
Queste connessioni nella motherboard appena sopra, li trovate adiacenti ai connettori SATAII di colore blu. Per un corretto collegamento altro non c’è da fare che leggere il manuale di istruzioni in dotazione alla propria scheda

Ora siamo proprio pronti per installare il sistema, ma, come procedere quando si vuole installare un sistema RAID ?

Come già detto in precedenza, bisogna disporre di un lettore Floppy interno, o in alternativa di uno USB, se invece siete proprio degli ‘smanettoni’ potete crearvi ad hoc un CD del sistema operativo integrando questi driver.

Questo per far riconoscere il controller Raid al sistema che altrimenti “non vedrebbe” risultando quindi impossibile l’installazione!!

Ma prima ancora c’è una manovra fondamentale da farsi: creare l’Array !!

Ovvero entrare nel Bios del controller, e da qui, dichiarare i dischi che faranno parte dell’Array e settarne la tipologia di Raid. Che ho detto ??!

In parole povere, un sistema RAID è un insieme di dischi che lavorano per una medesima squadra, per fare la squadra ho bisogno di scegliermi i giocatori!
Quindi noi che facciamo? Diciamo al controller che i nostri due dischi fanno parte del medesimo Array, e che dovranno lavorare “a specchio” in linguaggio tecnico in Mirroring oppure RAID 1.
Un disco sarà l’esatto clone dell’altro (Guarda caso MIRROR in inglese significa specchio)

Contro:
_Il sistema vedrà solo un disco pari alla sua capacità.
In sostanza gestisce l’unità logica, e non considera le due distinte unità fisiche!
Nel nostro caso abbiamo due dischi da 750GB cada uno, bene, il sistema vedrà e utilizzerà SOLO questi 750GB
_Leggerissimo aumento di tempo quanto concerne la scrittura/lettura su/da disco
Lista dei contro terminata.

Pro:
_Percentuale del blocco del PC rasente all’ 0% (ovviamente in riferimento ai dischi.. se si guasta l’alimentatore sono un altro paio di maniche!)

_Anche nel caso di guasto totale di uno dei due dischi, il PC continuerà a funzionare. Verremo avvisati del guasto e sarà sufficiente sostituire il disco rotto con uno nuovo per poter fare un Rebuild
_Possibilità di manutenere i dischi mediante la Sincronizzazione
_Gestione dei dischi facente parte dell’Array, sia da sistema operativo, che direttamente dal Bios del controller
_Backup e rindondanza dei dati praticamente in tempo reale.
Questa lista di “pro” non vale solo per il RAID-1 ve ne sono addirrittura di superiori, che abbinano alla salvaguardia dei dati, maggiori prestazioni al PC, come Riad-5 e il Raid-10 (richiedono più di due dischi)

Per la fase di creazione dell’Array, c’è da adattarsi al proprio controller e leggerne le specifiche sul manuale sicuramente in dotazione.
Pensate che per questa scheda madre, ma anche per molte altre, sul CD vi è un manuale in formato digitale (.pdf) dedicato esclusivamente al controller Raid.

Personalmente prediligo controllare il sistema dal Bios del Controller, ma non nego che le utilità software a oggi disponibili sono molto valide!!

Come vedete è possibile SINCRONIZZARE i dischi dall’utility fornita sul CD oltre ovviamente a visualizzare le Informazioni generali .
Nelle immagini, la sincronizzazione procede, e a tagli di 10% in 10% il Log ci informa dello stato.

La Sincronizzazione a lavoro:

Anche il visualizzatore degli eventi, in questo caso, registra i Log di pari-passo:

Al termine della procedura, che vi ricordo, può durare anche svariate ore, di norma è possibile salvarsi il Log.
NB: la durata della sincronizzazione durerà sempre alcune ore, e maggiore è la capienza del vostro Array, maggiore sarà il tempo di attesa, indipendentemente dalla potenza di calcolo del vostro PC.
La sincronizzazione in questo caso è durata 4h (!!!!)Ecco il log “archiviabile”

A completezza d’informazione vi mostro l’interfaccia dell’applicativo che ci informa che la sincronizzazione e terminata (in alto a destra in verde)

Differenza tra Sincronizzazione e Ricostruzione(Rebuild)Con l’attività di Sincronizzazione indichiamo quel processo che verifica e corregge (se necessario) i dati “di parità”

Questa operazione è ben diversa da quella di Ricostruzione, infatti la Sincronizzazione la possiamo definire come iter di -manutenzione- dei dischi e dell’integrità dell’Array.

La Ricostruzione invece va applicata in casi ben più gravi, ovvero quando si rende necessario ad esempio la ricostruzione di un disco dell’Array.

In sostanza significa che l’unità logica, NON è più composta da tutti i suoi dischi fisici.

Un esempio classico è il guasto di un Hard-Disk.
Se ne acquista uno nuovo, lo si sostituisce a quello rotto, e da quello sano andiamo a RICOSTRUIRE i dati sull’unità appena inserita.

Entrambe le operazioni sono a compito del controller Raid.

NB: in caso di guasto di una unità fisica che compone l’Array veniamo SEMPRE avvisati dal controller stesso, in un primo momento in fase di Boot (accensione) del PC, dato che il controllor effttua SEMPRE una diagnosi dei dischi, e in un secondo momento da sistema operativo, ovviamente solo se avete installato il software di diagnosi a corredo.

Mi sembra di aver detto veramente tutto e di essermi già dilungato a sufficienza.. Non mi resta che metter sotto Test il PC, per verificarne l’affidabilità dell intero sistema.

Per fare ciò si è usato un applicativo di terze parti, che ha portato il PC al limite.
Come si vede dall’immagine il PC ha tra le altre cose mantenuto tutti e 3 i processori al 100%. La macchina non ha mostrato alcun problema e ha superato con successo il test della durata di oltre 10minuti.

..abbiamo fatto 30 facciamo 31.
Vi mostro le ulteriori utilità che sono a disposizione di questo sistema, ma che NON ho installato (per me non necessari)Il sistema supporta quello che ASRock definisce XFast-USB per i dettagli si rimanda alla pagina ufficiale –> Q-U-I

Un applicativo che promette una rapida velocità di caricamento per il tuo iPhone

e infine un programma “All-in-one”, per diagnostica, tuning, veloocità delle ventole ecc.

A questo punto siamo propri giunti al termine. Un grazie a tutti voi per averci letto fin qui in basso!!
Un particolare, personale e doveroso ringraziamento va a “overclocker@2001” colonna portante del Blog dedicato alle configurazioni hardware, senza il quale probabilmente questo PC non esisterebbe! Tutti i prodotti citati in questa guida sono marchi registrati e di proprietà delle rispettive case produttrici.