Leggo una notizia (MARCHETTA) su Internet mobile, i dati Agcom, velocit? "yo-yo", ma la media ? buona. Roma ? lenta - Repubblica.it
Pare che, perche siamo in ITAGLIA, l'Agcom (che dovrebbe garantire "cosa e chi è tutto scoprirlo") abbia sfornato un test delle velocita MOBILE nelle 20 città italiane.........

Premessa:
Hanno marchiato il PDF con il logo MISURA INTERNET http://www.agcom.it/Default.aspx?mes...nt&DocID=11953 adesso vorrei capire un paio di cose.
Il progetto MISURA INTERNET era nato per le ADSL, e serviva a dimostrare (certificandole) le linee degli italiani che andavano da schifo, cosichè l'utente poteva chiedere ad Agcom d'intervenire sul provider, questa misurazione avveniva installando un SOFTWARE nel proprio PC che effettuava vari test di connessione e rilasciava agli utenti un test CERTIFICATO.
Quindi era l'utente che forniva il MEZZO e i DATI.........ma col MOBILE come hanno fatto a DICHIARARE quelle velocità?
Forse e dico FORSE quei dati sono stati passati dagli stessi provider (loro li chiamano Pixel per delimitare un'0area geografica di 2 Km quadrati) che vendono connessioni a 42 Mega, sapendo bene che NESSUNO potrà MAI raggiugerle all'Agcom?
Nella MARCHETTA è scritto che la migliore copertura è di Vodafone (non faccio fatica a crederci) forse perche ogni MB scaricato è PAGATO A PREZZO D'ORO?

Siamo alle SOLITE.......ma non si parlava di FIBRA? Di WIMAX?
Telecom non doveva cedere la rete?
Ma di cosa parlano?
Oggi la STAMPA impone di pensare che una tavoletta possa sostituire un notebook.........ci avete già provato coi NETBOOK e non ci siete riusciti.......quando scrivete certe "..........." ricordatevi dove VIVETE e di quale paese descrivete le condizioni.........

Non discuto internet Mobile, ma non si può pensare di sostituire l'ADSL con un mobile.......lo smartphone può andare bene per un Tweet, la posta, qualche commento su FB una notizia Ansa, ma sfido chiunque a leggersi un giornale su uno schermo a 5 Pollici........Non fatevi infinocchiare da CHI dall'alto dei dati (veri????) dichiara che non stiamo MALE......o chi per vendere il proprio giornaletto fa queste MARCHETTE per poi ricevere pagine di PUBBLICITA'..........

Chissà perche a differenza degli anni passati una sperimentazione è messa sotto silenzio…….strano…….
Nelle classiche 10 città italiane (quelle coperte da fibra) Telecom ha iniziato la sperimentazione di una nuova offerta (il nome non si conosce) ma prevede un Download pari a minimo 30 Mbps ed un Upload di 3 Mbps, con picchi di 80 Mbps, sempre in download.
Ma non avevano detto che la rete in italia era al collasso?Non avevano chiesto alle multinazionali come Facebook e Google di pagare qualcosa per l’infrastruttura?
Sempre in sordina la Cassa Depositi e Prestiti (una BANCA a tutti gli effetti con i soldi dei libretti postali degli italiani finanzia grandi opere, che in teoria (ma anche nello statuto) dovrebbe favorire/finanziare progetti che abbiano un impatto positivo sulla nazione (autostrade-treni-ADSL……) è interessata ad acquisire la rete di telecom (in soldoni vuole i cavi in rame+centrali) affinchè anche gli operatori del settore possano competere cosi da far scendere il prezzo ai consmatori, far investire ai provider, allargare la presenza della rete……..

Mi viene da pensare che qui ci vogliono tirare un’altro pacco e che il conto lo debba pagare sempre il solito……chissa perche……

1-La rete italiana sarà ANCHE di Telecom, che ha debiti colossali e che la proprietà non è piu a maggioranza italiana (Telefonica Espana)
2-Telecom ha il dominio non solo in italia ma anche in paesi come Brasile-Argentina
3-Quale vantaggio porterebbe a Telecom non essere piu il proprietario della rete italiana?

1-Telecom ha deciso di smantellare i costi (alla voce costi equivale il personale come sempre del resto) questa mossa è strettamente legata allo scorporo della rete, lo vedremo DOPO punto 3……
2-Telecom è fortemente presente nei paesi detti BRIC, li sperimenta molte tecnologie, ma non ci pensa minimamente a portarle in Europa…….
3-Telecom avrebbe un notevole vantaggio a VENDERE la rete, per una serie di motivi
a-La rete esistente cade a pezzi, non ha nessuna intenzione di investire in posti (piccoli comuni) dove il ritorno economico non ci sarebbe…..
b-Prenderebbe un bel pò di soldi (per sistemare i debiti) e comunque nel medio periodo sarebbe sempre la dominatrice della rete in italia
c-Vendendo la rete, oltre ai cavi venderebbe anche il personale (colpo di genio ovviamente) perche direbbe, OK vedo a TOT Miliardi, ma vi dovete prendere anche le donne/uomini che sino ad oggi hanno lavorato sulla rete pagata da Telecom, quindi siamo arrivati al PACCO-DOPPIO PACCO………ma il contro paccotto deve ancora avvenire……..questo perche per gestire questa nuova rete (STATALE, visto che la Cassa Depositi e prestiti è dello STATO) bisognerà creare una nuova società………e secondo VOI Telecom non vorrà infilarci dentro qualcuno dei SUOI per gestire il tutto come lo fà adesso? CONTROPACCOTTO SERVITO!!!

Non voglio parlare "MALE" solo di Telecom ovviamente, è mi sono limitato solo all’ADSL perche potrei scrivere tonnellate di post….vedi Olivetti-Sim False-Presenza azionaria in Fastweb-Vendita d’immobili di proprietà a Pirelli (Tronchetto gestione)-Scandali intercettazioni……..eeeeee quanto se ne potrebbe parlare……ma restiamo in tema e passiamo agli altri.

Fastweb, dalla Sua nascita è sempre stata sinonimo di VELOCITA’……negli ultimi anni è sinonimo di CASINI per gli utenti, questo perche, dopo aver saturato la vendita in FIBRA ed ULL delle loro linee hanno deciso di lanciarsi anche nella vendita Whosale, (spieghiamo meglio cosa sia ULL Whosale)

Fibra-Fastweb collega la vostra casa direttamente sulla fibra ottica (potenza allo stato puro)
ULL-Fastweb collega la vostra casa sul cavo in rame di telecom alla centrale (sempre Telecom) ma ad apparati di proprietà Fastweb (diciamo che nel 80% dei casi la linea è ottima)
Whosale-Fastweb vi vende una ADSL sulla carta di sua proprietà, ma il cavo la centrale e l’apparato (Dslam) sono in tutto e per tutto Telecom (CASINI a non finire)

Ovviamente Fastweb non è per tutti, sopratutto se in Fibra, ecco il motivo della fibra poco presente in molte città, i costi della Fibra ottica, e della posa dei cavi hanno costi alti ed ovviamente il canone è doppio rispetto ad una classica Adsl 7 Mega, i prezzi in ULL sono in linea con altri, idem quelli in Whosale.
Un’altro problema di Fastweb, che ad onor del vero sta per sparire ma che ancor oggi è presente, è quello dell’indirizzo IP Pubblico…….l’indirizzo IP è un numero che identifica la nostra utenza (come il numero di telefono) Fastweb per carenza d’indirizzi IP di proprietà mette in rete i propri clienti con IP uguali (la faccio semplice per far comprendere a tutti) il problema nasce quando inizio a navigare o utilizzare servizi come Rapidshare ad esempio, che permetto il download gratuito ogni TOT di minuti, se ci sono 100 utenti che hanno il mio stesso indirizzo IP la vedo dura scaricare qualcosa…., ma ripeto questo problema PARE si stia risolvendo con l’acquisto da parte di Fastweb di Range IP di proprietà.
Altra ideona di Fastweb è stata quella di diventare gestore telefonico, senza avere nessuna infrastruttura, infatti il servizo è in affitto da H3G…….
Al momento guardando le prospettive e le notizie pare che Fastweb aspetti alla finestra per vedere come si mette la situazione e decidere di conseguenza……LUNGIMIRANTI

Infostrada, stesso discorso di Fastweb per ULL-Whosale, se siete fortunati d’essere in ULL, avrete pochi problemi e parecchio risparmio econimico, se siete in Whosale è solo questione di fortuna se navigate o meno, il loro interesse reale è nella rete cellulare con WIND, ovviamente la copertura 3g non è il massimo……..

Tele2,alias Teletu a mio parere è inutile parlarne o meglio, se volete avere problemi di proposito è la scelta giusta, non sprecano risorse per i loro Clienti e COPIANO di sana pianta guide per configurare i modem da NOI di PcTrio Teletu Italia COPIA PcTrio
Mi meraviglio che Vodafone (proprietaria di TELETU) la lasci ancora in azione……….

Vodafone è un Colosso INGLESE in italia è il competitor per eccellenza di TIM per i cellulari, con l’ADSL che vende a CARO prezzo trova mercato perche abbina la navigazione da casa alla chiavetta usb da portarsi in giro per collegarsi in 3G o inferiori, diciamo che all’inizio la Vodafone station ha fatto le sue vittime, adesso il numero è diminuito.

Dopo questa piccola carrellata di Operatori possiamo sperare che la BANDA riesca ad offrire un servizio dignitoso?
Mi verrebbe da citare una frase……..LASCIATE OGNI SPERANZA VOI CHE ENTRATE………..

Uno strumento che pochi conoscono, e che spesso SERVE al cliente del Provider per metterlo spalle al muro……penserete: Sai cosa se ne frega il provider…..SBAGLIATO, questo perche il RECLAMO và inoltrato all’Agcom, ed i provider ci pensano 10 volte prima di dare le classiche risposte ai provider.
Il sistema è abbastanza semplice, s’installa un software nel pc e si naviga come se non esistesse…….alla fine della Sua analisi vi restituisce il Vostro certificato della ADSL
il tutto lo trovate scritto qui https://www.misurainternet.it/
un video esplicativo vi fà capire la semplicità della cosa

Sergio Del Grosso, dirigente Ufficio Qualità, Servizio Universale e rapporti con le associazioni dell’Agcom dice:

Quote:

Ove il cliente non riscontri il ripristino dei livelli di qualità del servizio entro trenta giorni dalla presentazione del reclamo, l’utente ha facoltà di recedere senza penali dal contratto per la parte relativa al servizio di accesso a internet da postazione fissa, con un preavviso di un mese, mediante comunicazione inviata all’operatore con lettera raccomandata o messaggio di posta elettronica certificata”. La notizia di questo nuovo servizio è stata accolta positivamente dai principali operatori italiani che, anzi, hanno partecipato attivamente allo sviluppo del programma di misurazione: “La gestione delle rispettive infrastrutture varia da operatore a operatore, come la relativa qualità del servizio fornito- continua il dottor Del Grosso -, ma nessuno degli operatori avrebbe avuto un positivo ritorno di immagine se si fosse sottratto alla realizzazione di un progetto come quello dell’Autorità che, best practice in Europa, mette in condizione l’utente di verificare in maniera trasparente la qualità del servizio sottoscritto”.


Se ne parla anche qui

Come scritto qui
PEC gratis per tutti da www.postacertificata.gov.it
quasi 2 anni fà la rivoluzione della posta elettronica certificata doveva ridurre COSTI/TEMPI invece è la classica TRUFFA ai danni dei cittadini…….

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012…i-flop/398471/

Nell’aprile del 2010, l’allora ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, l’aveva presentata come il nuovo servizio che avrebbe rivoluzionato la vita degli italiani (niente più code agli sportelli e faldoni di carta): grazie alla Pec, la posta elettronica certificata, i cittadini “potranno rivolgersi agli uffici della Pubblica amministrazione da casa con il proprio computer – aveva assicurato Brunetta – avendo poi diritto da parte della Pa ad una risposta analoga, cioè con la stessa modalità e lo stesso valore legale”. Quello di una raccomandata con ricevuta di ritorno. E quindi con un vantaggio economico non indifferente, derivante appunto dal risparmio sulle spese di spedizione della raccomandata A/R. L’attivazione della Pec – o meglio Cec-Pac Comunicazione Elettronica Certificata tra la Pubblica Amministrazione e il Cittadino –, tramite il portale www.postacertificata.gov.it, è totalmente gratuita.

Si spendono invece poco più di cinque euro all’anno, se si sceglie di attivarla con un gestore privato (in questo caso, oltreché con la Pa, si potrà comunicare con qualsiasi indirizzo Pec privato). “Conto che entro l’anno (il 2010, ndr) il 100% di tutte le amministrazioni, con la quasi totalità dei servizi, utilizzeranno la Pec”, aveva assicurato Brunetta. E sempre entro il 2010, secondo l’ex ministro, sarebbero stati 10 milioni gli italiani che ne avrebbero richiesto l’attivazione. “Un grande risultato, per guardare al 2011 con grande ottimismo”.

Sta per finire il 2012 e di certificato, di quella che sicuramente era stata una buona intuizione, si riscontra soltanto il flop. Dal contatore del sito postacertificata.gov.it si apprende infatti che sono solo poco più di 1,3 milioni gli italiani che hanno fatto richiesta di una casella Pec. E soprattutto non sono tutti gli uffici di pubblica amministrazione che, pur essendo dotati, la utilizzano.

Qualche esempio? Il Comune di Roma, nella pagina del proprio sito internet, comunica ai cittadini residenti che la Pec “è una realtà in Campidoglio”. E che è possibile richiedere due tipi di certificati anagrafici online gratuiti (nascita e matrimonio), semplicemente scaricando e compilando l’apposito modulo, da inviare poi tramite Pec all’indirizzo anagraferoma@postacertificata.gov.it. “A quel punto – promette l’assessore ai Servizi Tecnologici Enrico Cavallari – il personale dell’Anagrafe inoltra digitalmente alla Pec del cittadino il certificato richiesto entro 24 ore”. La realtà però sembra essere un’altra: “E’ impossibile scrivere a quell’indirizzo perché, come conferma il messaggio che ci arriva in automatico, la casella è sempre piena – denuncia a ilfattoquotidiano.it Ivan Marinelli, portavoce dell’Aeci, l’Associazione europea consumatori indipendenti – abbiamo fatto diversi tentativi, ma le mail inviate dalla nostra Pec sono sempre tornate indietro”.

Situazione simile si verifica con la Regione Lazio, dove viene, sì, utilizzato il sistema, anche se “alcuni dirigenti hanno consigliato alla nostra associazione – prosegue Marinelli – di evitare l’utilizzo della posta certificata per comunicare con la Regione e di inviare tutto invece tramite posta ordinaria o, in caso di comunicazioni ufficiali, tramite raccomandata”. La storia si ripete anche altrove: in Sicilia, ad esempio, l’iscrizione ad uno dei corsi di formazione convenzionati con la Regione avviene soltanto tramite modulo cartaceo, consegnato brevi manu o per posta raccomandata. Ad usare la posta certificata con il contagocce sono anche alcune amministrazioni locali del nord.

Ma il paradosso sarebbe rappresentato dall’azienda capofila del raggruppamento temporaneo di impresa – costituito anche da Telecom Italia e Postecom – che si è aggiudicato il bando da 50 milioni di euro per l’erogazione servizio Cec-Pac dello Stato. Poste Italiane, cioè il gestore di “PostaCertificat@”, “non utilizza la posta certificata”, accusa il portavoce dell’Aeci. “Per inoltrare un reclamo a Poste Italiane, relativo ad esempio ai prodotti finanziari, un cliente (o noi come associazione dei consumatori) deve necessariamente ricorrere alla raccomandata A/R – spiega Marinelli – visto che Poste Italiane non pubblica sul sito il proprio indirizzo Pec. Proprio perché, come ci è stato più volte confermato dagli operatori dell’803160 (il call center di Poste Italiane, ndr), non lo utilizza affatto”.

E in effetti alla voce “contatti” del sito internet di Poste Italiane della Pec non vi è traccia. Persino l’ufficio stampa di Poste Italiane, interpellato da ilfattoquotidiano.it, in un primo tempo ammette di non sapere quale sia (e addirittura se esiste) l’indirizzo Pec. “Dobbiamo chiedere alla società che gestisce il nostro sito”. Di certo “non dialoghiamo tramite Pec, ma – ricorda l’ufficio stampa – abbiamo tantissimi canali di accesso, per richiedere informazioni e segnalare reclami e disagi, più semplici e utilizzabili anche da chi la Pec non ce l’ha”. “Ovvio a questo punto pensare che Poste Italiane abbia tutto l’interesse ad ostacolare l’utilizzo di un sistema che semplifica la vita del cittadino e che contestualmente abbatte l’utilizzo delle raccomandate”, chiosa il portavoce dell’Aeci.

E’ vero, non c’è nessuna legge che imponga alle aziende l’utilizzo della Pec. D’altronde la legge numero 2 del 28 gennaio 2009 prevede soltanto l’obbligo di attivazione. E Poste Italiane la sua Pec ce l’ha: “Il nostro indirizzo è poste@pec.posteitaliane.it”, comunica dopo un po’ l’ufficio stampa di Poste Italiane a ilfattoquotidiano.it. Risulta però quasi una beffa che a “boicottare” quel mezzo, che oltre a ridurre le file agli sportelli potrebbe anche giovare alle tasche degli italiani, sia l’azienda che incasserà dallo Stato 50 milioni di euro proprio per gestire la Cec-Pac.

Come ben noto da qualche giorno ha fatto la Sua apparizione l’Iphone 5 (post Steve Jobs RIP), ci sono moltissime novità, la navigazione con TomTom (partner di Apple dopo la scomunica di Google Maps) Siri finalmente in Italiano e MOLTO altro…….
La cosa che spicca, e che TUTTI i giornali hanno tralasciato di scrivere, è il tipo di tecnologia che Apple ha deciso di applicare per le comunicazioni dell’Iphone 5….ovvero LTE.
In America ed Asia è al 90% uno standard (4g) in Europa una semi chimera (ad onor del vero in Germania ed Inghilterra i provider mobile si stanno dando da fare, ma no riusciranno a coprire l’intero territorio nel breve periodo) ma in italia?
Non ve lo chiedete…….resterà tutto com’è, ovvero 3g (nei punti d’italia che c’è ovviamente) perche SI anche il 3g non ha copertura NAZIONALE, figuriamoci se Telecom o altri spendono soldi per migliorare i servizi…….TRE Italia ha puntato sul 4g, ma sino ad oggi c’è poco ancora.
Della serie che un produttore di dispositivi DETTA le regole (Apple) ed i provider (intelligenti) si adeguano, visto che gli utenti comprano Iphone, mentre i provider all’italiana restano al PALO, ed ovviamente anche gli utenti…….
Chissà…. se ci fosse un blocco degli acquisti di questi dispositivi forse scatenerebbe qualcosa? Non credo….in quanto l’essere umano italiano non percepisce l’Iphone come oggetto utile….ma di SOLO moda…….e quindi i provider italiani perche dovrebbero sforzarsi d’investire….tanto sono italiani…….

Come abbiamo scritto qui Eni sconterà 20 cents a litro da Sabato per tutti i Weekend estivi
Eni ha deciso una campagna MOLTO aggressiva dei prezzi, e nel Week end passato molti italiani (3 milioni) hanno aderito all’inziativa.
Q8 in risposta ha abbassato il prezzo (rispetto all’offerta Eni di 5 Cents sia per la benzina che per il gasolio 1595-1495) ma denuncia la concorrenza SLEALE e presenta un ricorso all’antitrush.
Il Codacons, replica alla Q8, che la campagna Eni si chiama CONCORRENZA e parte all’attacco (in difesa dei cittadini) con una contro segnalazione all’antitrust e una denuncia in procura per AGIOTAGGIO.

La verità sta sempre nel mezzo….Eni è un colosso e perdere 180 Milioni di euro per questa campagna pubblicitaria non la farà fallire, visto che il ritorno, sia in termini pubblicitari d’immagine e di vendita carburante c’è ed è indubbio. Chi soffre veramente sono i distibutori NO LOGO che hanno un prezzo gia di per se basso ma non riescono ad avviinarsi ad ENI (qui Eni prende quote di mercato).
Da Gennaio 2012, tra tasse e prezzi assurdi gli italiani hanno lasciato parcheggiata l’auto, il che ha fatto mancare circa il 10% di consumo carburante (e quindi anche di TASSE……Monti dovrebbe chiedersi il perche…..) Oggi che sta per arrivare l’estate gli italiani aspettano trepidanti il weekend, non per stare a riposo, ma per fare il pieno e risparmiare un pò di Euro.

Vedremo domani quale prezzo Eni metterà, e quale metteranno gli altri petrolieri, ma su una cosa siamo CERTI…..questa guerra fà MOLTO bene al mercato ed agli Italiani……..
Qui un articolo molto dettagliato che spiega la situazione attuale

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012…ettore/271397/